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Opac 2.0: Oakville Public Library

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Sta costruendosi una nuova generazione di OPAC ? sembra proprio di si a giudicare dalle aspettative che vengono poste su due nuovi prodotti SOPAC costruito da John Blyberg  della Darien Library (Connecticut) e l’OPAC della Oakville Public Library (Canada) che sottende il progetto Bibliocommons.

Queste iniziative vengono soprattutto dopo un periodo di stallo nella elaborazione di nuove funzionalità per gli OPAC da parte delle società che controllano il mercato degli ILS, limitate fino ad oggi alla faceted search e alla innovativa interfaccia utente di Acquabrowser e alla costruzione di Primo da parte di Ex-libris (per un inquadramento di questi temi: Opensource, crowdsource: harnessing the power of the  people behind our libraries, CindiTrainor,  Program: electronic library and information systems, Vol.43No.3,2009, pp.288-298. DOI10.1108/00330330910978581)

Non mancano in verità gli stimoli a rivedere le funzionalità del catalogo a fronte delle innovazioni non tanto tecnologiche quanto relative alle possibilità stesse della ricerca dell’informazione introdotte dal web 2.0, ma è evidente che dopo gli ingenti investimenti per la meccanizzazione delle biblioteche negli anni passati il settore è commercialmente saturo. La ricerca nel web 2.0 introduce nuovi approcci che prendono il nome di ricerca sociale o anche ricerca esplorativa. Viene esaltato il ruolo degli utenti per proporre risorse di interesse, assegnargli un voto, scrivere recensioni e commenti, assegnare categorie (tag) alle pagine selezionate (contribuendo in tal modo anche a favorire la ricerca semantica), costruire liste di oggetti interessanti, ricevere consigli sulla base del proprio profilo personale, comunicare in tempo reale le proprie scoperte, valutazioni, impressioni, nella propria rete sociale tramite i social network e ricevere feedback, costruire un ambiente basato sulla fiducia, etc…

Si evidenzia che gli ILS tradizionali hanno in realtà meccanizzato solo il back office della attività bibliotecaria avendo presente soprattutto le esigenze del lavoro del bibliotecario e non quelle dell’utente. E’ ormai un luogo comune, lamentato dai bibliotecari stessi, che gli utenti ormai cerchino di soddisfare il proprio bisogno informativo tramite google e usino il catalogo come inventario del posseduto della biblioteca.

Per esaminare le funzionalità di un OPAC 2.0 è molto utile vedere la demo “Take a tour“  sulla home page del sito della Oakville Public Library. Le funzionalità 2.0 sono tutte presenti e del tutto integrate: la scelta che ha guidato la progettazione dell’OPAC è infatti la piena integrazione nel record bibliofico della informazione sociale.  L’interfaccia per utenti iscritti è divisa in tre parti, quella centrale che presenta il servizio richiesto (novità, libri da restituire, etc.), quella di destra in cui in genere sono elencate le operazioni che l’utente può condurre sul proprio account o sul libro: Comment, CaTagorize This, Add Summary, Similar titles, Age suitability, Raccomandations, My collection, Inbox e Community credits; e quella di sinistra in cui  compaiono, a seconda del contesto, le possibilità di filtro della ricerca (tramite Branches – cioè sedi della biblioteca, Format, By Topic, By Language …) oppure sono accessibili le più recenti azioni fatte da altri utenti (The Commons) tra cui commenti e liste organizzate in genere per argomento. Si può agiungere un video (ad es. una intervista all’autore di un libro) tratto da Youtube o Schooltube ad un titolo o ad una lista di titoli, fornendo lo script del servizio prescelto per incorporarlo nel record. Le liste possono essere documenti che si vorrebbe prendere in prestito o la lista dei libri commentati e valutati.

L’OPAC contiene un semplice meccanismo per identificare l’affidabilità della collaborazione tra gli utenti. Si può scegliere il proprio network indicando di quali altri utenti si vuol seguire (follow) o ignorare (ignore) l’attività: i bibliotecari hanno una icona specifica che li distingue da altri utenti. Oltre a selezionare un utente da seguire si specifica il soggetto su cui si ritiene abbia competenza (humor, cooking, historical finction…) tremite i tag. Per scegliere le persone da seguire si utilizzano i commenti e le liste da loro create o si parte dai libri preferiti per identificare chi ha espresso analogo parere. I documenti valutati dalla cerchia di persone affidabili con 4 o 5 stelle sono proposti come “raccomandati”.

La personalizzazione è molto spinta anche in negativo: gli utenti iscritti possono escludere dalla loro vista l’attività di altri utenti e inserire note negative a commenti o liste o addirittura escluderle dalla vista pubblica. Commenti e liste giudicate inappropriate da almeno 3 utenti vengono nascoste ma possono essere corrette e riproposte pubblicamente.

Particolarmente interessante è l’interfaccia per assegnare tag ai libri (CaTAGorize this). All’utente vengono infatti proposte 4 tipologie di tag volte a disambiguarne la funzione: genre, esempi forniti: tragedy, chicklit, science fiction; tone, esempi forniti: dark, moody, hilarious; theme, esempi forniti: gardening, european travel, parenting; e infine personal, esempi: from mom, book club.

4 novembre 2009

Lorcan Dempsey, vice Presidente di  OCLC, ha parlato nel suo webblog, lo stesso giorno di questo post (1/11/09), del catalogo della Oakville Public Library, sotto il titolo di Community Bibliography. Con il solito acume Dempsey sottolinea, tra le altro cose, che il sito è costruito non attorno al record bibliografico bensì attorno all’attività degli utenti che è ilsuo  vero contenuto e fa dell’OPAC, appunto, una Community bibliography.

Scritto da Nicola

1 novembre 2009 a 13:59

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